StaffCristiana Sbrana


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sbrana@ibba.cnr.it

Telefono
+39 0506212701

Sede
Pisa

Aree di attività
BIOGEN, PAINT


ORCID: 0000-0002-8058-8566
Google Scholar: Profile
Research Gate: Cristiana Sbrana
Scopus Author ID: 6602113437

Sbrana Cristiana

I° Ricercatore

Formazione

1999-2001: Assegno di ricerca dell’Università di Pisa afferente al progetto strategico CNR “Biotecnologia dei funghi eduli ectomicorrizici: dalle applicazioni agro-forestali a quelle agro-alimentari”

1992-1998: Borse di studio presso il Centro di Studio per la Microbiologia del Suolo del C.N.R. di Pisa

1992: Diploma di Perfezionamento presso SSSUP S. Anna, equipollente a Dottorato di Ricerca

1988-1991: Corso di Perfezionamento presso la SSSUP S. Anna di Pisa

1988: Laurea in Scienze Agrarie all’Università di Pisa

1986: Tesi di laurea in parte svolta al Biologisches Institut II (Botanik) a Friburgo I.Br

1984-1988: allieva del settore di Agraria della Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento (SSSUP) S. Anna di Pisa per la durata del corso di laurea in Scienze Agrarie

Esperienze professionali

2021-oggi: primo ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, sede di Pisa

2001-2020: Ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, sede di Pisa

2016: Titolare di contratto di ricerca tra CNR-IBBA e ISPRA (MATTM) (Impatto di PGM su comunità microbiche del suolo)

2013-2015: Partecipante all’unità di ricerca CNR progetto BIOBOTTLE FP7-SME-2013 (Soluzioni per imballaggi biodegradabili per prodotti lattiero-caseari liquidi)

2015: Titolare di contratto di ricerca tra CNR-IBBA e ISPRA, MATTM (Impatto di PGM su comunità microbiche del suolo)

2009-2013: Partecipante al progetto di ricerca Europeo SOLIBAM, FP7-KBBE-2009-3 (Strategie per selezione e gestione integrata in agricoltura biologica e a basso input)

2010-2013: Titolare di contratto di ricerca tra CNR-IBBA e CRA-RPS all’interno del progetto LIFE-08 MAN-GMP-ITA (Validazione di un sistema di gestione del rischio dovuto a coltivazione di PGM in aree protette e sensibili in Italia)

2003: Ospite della Caledonian University, Glasgow, UK

2003-2015: Docente nei Corsi di Laurea in Biotecnologie, Biotecnologie Agroindustriali, Scienze Erboristiche dell’Università di Pisa; nel Corso di Laurea Specialistica in Biotecnologie Alimentari dell’Università di Pisa; nel Corso di Dottorato in Scienza delle Produzioni Vegetali Ecocompatibili dell’Università di Pisa

2003-2016: Relatore di Tesi di Laurea in Biotecnologie, Biotecnologie Agroindustriali, Scienze Erboristiche dell’Università di Pisa, nel Corso di Laurea Specialistica in Biotecnologie Alimentari dell’Università di Pisa, e nel corso di Laurea Magistrale in Biosicurezza e Qualità degli Alimenti dell’Università di Pisa.

Interessi scientifici

  • Microbiologia, Biotecnologie vegetali e microbiche, biologia molecolare e genetica.
  • Biodiversità e caratterizzazione molecolare di simbionti micorrizici negli agroecosistemi e negli ecosistemi naturali.
  • Diversità funzionale delle comunità microbiche rizosferiche e della radice, in relazione alla nutrizione e resilienza delle piante ospiti.
  • Diversità funzionale degli isolati di funghi micorrizici arbuscolari in relazione alla loro capacità di produrre reti interconnesse, all’espressione di geni coinvolti nel trasporto di nutrienti e alla traslocazione dei nutrienti minerali all’ospite.
  • Trascrittoma della pianta e del fungo durante lo sviluppo della simbiosi micorrizica.
  • Caratteri genetici della pianta associate alla suscettibilità alla micorrizazione.
  • Analisi della compatibilità vegetativa tra isolati diversi di funghi micorrizici arbuscolari: caratterizzazione citologica di fusioni ifali compatibili/incompatibili e loro monitoraggio in vivo.
  • Scambi genici mediante connessioni tra reti miceliari di funghi micorrizici arbuscolari in fase non simbiotica e simbiotica e struttura genetica degli isolati.
  • Ruolo delle ectomicorrize nei cicli dei nutrienti in ecosistemi boschivi.
  • Fattori coinvolti nel riconoscimento tra pianta ospite e fungo simbionte.
  • Valutazione dell’impatto di piante geneticamente modificate sui microorganismi non-target del suolo.
  • Compatibilità/incompatibilità vegetativa tra isolati del fungo ectomicorrizico Tuber (tartufo).

Progetti attivi

Progetti conclusi

BIO-MEMORY
Inizio: 15/10/2021   Fine: 15/10/2022

CNR

Milano, Lodi, Pisa, Roma
Flavia Pizzi, Aldo Ceriotti

Durata Progetto:
15/10/2021 - 15/10/2022
Ente finanziatore:
CNR
Responsabili di progetto:
Flavia Pizzi, Aldo Ceriotti
Sedi:
Milano, Lodi, Pisa, Roma

BIO-MEMORY


Il progetto è organizzato in 3 attività principali:

1) Implementazione e aggiornamento della rete di biobanche BioGenRes, con particolare attenzione alle collezioni riconosciute a livello nazionale/internazionale, di campioni di specie animali, vegetali o microrganismi (banche del germoplasma animale e vegetale, ceppoteche microbiche di organismi patogeni/tossigeni, di nematodi, microflora di suoli e acque e microrganismi utilizzati in agro-industria e alimentazione (es. starter microbici per le fermentazioni)).

2) Replicazione (ringiovanimento) e ampliamento del materiale stoccato nelle collezioni. Per le collezioni vegetali e microbiche: moltiplicazione delle accessioni di cui si dispone una esigua quantità di materiale e ringiovanimento delle accessioni i cui i dati di vitalità del seme sono al di sotto degli standard previsti (> 85%). Per le collezioni animali di interesse zootecnico: raccolta e congelamento di materiale genetico di razze locali a completamento di campionamenti effettuati in precedenti progetti o ampliamento del numero di specie e razze conservate nelle criobanche.

3) Caratterizzazione biochimica, molecolare, metabolica, funzionale e fenotipica del materiale conservato nelle biobanche della rete BioGenRes, anche al fine di realizzare studi di associazione e di identificare marcatori associati a caratteri legati alla produzione e/o all’adattamento a fattori di stress biotici e abiotici.

FP7-SME BIOBOTTLE - Biodegradable solutions for packaging of liquid dairy products
Inizio: 01/05/2014   Fine: 30/04/2016

Unione Europea

Pisa   Sito web

Cristiana Sbrana

Durata Progetto:
01/05/2014 - 30/04/2016
Ente finanziatore:
Unione Europea
Responsabili di progetto:
Cristiana Sbrana
Sedi:
Pisa
Sito web del Progetto:
Sito web

FP7-SME BIOBOTTLE - Biodegradable solutions for packaging of liquid dairy products


La scarsa resistenza termica dei materiali biodegradabili attualmente disponibili sul mercato è un grave inconveniente per la vasta gamma di applicazioni di questi materiali. Il progetto Biobottle ha sviluppato bottiglie innovative di plastica biodegradabile che soddisfano i requisiti per il confezionamento di diversi tipi di prodotti lattiero-caseari. Il problema principale è stato modificare la struttura chimica del materiale biodegradabile per migliorarne la resistenza al calore senza diminuire la loro resistenza meccanica.L’estrusione reattiva può essere utilizzata per superare queste limitazioni poiché grazie ad essa il materiale può diventare più resistente allo scorrimento e all’abrasione, e acquisire altre proprietà. E’ stato ottenuto un materiale termicamente e meccanicamente resistente, che mostra proprietà migliori rispetto all’HDPE o al PET, ed è innocuo dopo la biodegradazione. Le bottiglie e i sacchetti sviluppati, destinati al confezionamento di prodotti lattiero-caseari, sono stabili durante la pastorizzazione e in grado di sopportare il processo di forma-riempimento-sigillatura per sacchetti flessibili.

Progetto IBBA-ISPRA
Inizio: 01/06/2015   Fine: 31/12/2016

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

Pisa
Cristiana Sbrana

Durata Progetto:
01/06/2015 - 31/12/2016
Ente finanziatore:
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
Responsabili di progetto:
Cristiana Sbrana
Sedi:
Pisa

Progetto IBBA-ISPRA


Durante il progetto sono stati selezionati studi relativi alla funzionalità del suolo che potessero fornire risultati utili per l’analisi e la gestione dei possibili effetti delle piante geneticamente modificate sulle comunità microbiche. Per selezionare con criteri oggettivi gli studi è stata necessaria la preparazione di un adeguato protocollo di valutazione critica dei disegni sperimentali, campionamenti, analisi dei dati e una revisione sistematica, prerequisito per la metanalisi dei dati. Questo ha permesso di ottenere un set di dati validi che può essere utilizzato nelle valutazioni di impatto ambientale di colture geneticamente modificate.

LIFE+ MAN-GMP-ITA. Validation of risk management tools for genetically modified plants in protected and sensitive areas in Italy

Unione Europea

Pisa   Sito web

Cristiana Sbrana

Ente finanziatore:
Unione Europea
Responsabili di progetto:
Cristiana Sbrana
Sedi:
Pisa
Sito web del Progetto:
Sito web

LIFE+ MAN-GMP-ITA. Validation of risk management tools for genetically modified plants in protected and sensitive areas in Italy


Il progetto LIFE+ MAN-GMP-ITA ha implementato una metodologia di monitoraggio utilizzabile nell’analisi dei rischi derivanti dal rilascio di piante geneticamente modificate sugli agroecosistemi e sulle aree adiacenti, in particolare aree sensibili e protette. Durante il progetto sono stati selezionati parametri relativi alla biodiversità funzionale di insetti e comunità microbiche del suolo per l’analisi e la gestione dei possibili effetti delle piante geneticamente modificate. Inoltre, per stabilire gli obiettivi di protezione specifici per le aree sensibili e protette adiacenti ad agro-ecosistemi in cui vengono coltivate piante geneticamente modificate, sono state monitorate coltivazioni sperimentali di mais e colza che simulavano due differenti scenari di rischio: il potenziale effetto del mais esprimente la tossina Cry sui lepidotteri non target e il potenziale flusso genico tra Brassicacee e le sue conseguenze ecologiche. Questo ha permesso di progettare un software che include un albero decisionale a valore generale che può essere utilizzato in altre combinazioni di colture e aree protette

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