
Salute e sostenibilità sono oggi elementi chiave del settore agroalimentare e delle politiche di prevenzione delle malattie croniche. In questo contesto, il progetto FEED promuove la dieta mediterranea attraverso lo sviluppo di alimenti funzionali arricchiti con composti bioattivi.
Il progetto si concentra sui germogli freschi di diversa origine botanica, comprese specie tradizionali, locali e selvatiche commestibili, che grazie al processo di germinazione presentano un profilo nutrizionale migliorato rispetto ai semi, con un aumento dei composti benefici e una riduzione degli antinutrienti. FEED mira a sviluppare ingredienti innovativi e prodotti alimentari funzionali in grado di rispondere alla crescente domanda di salute, garantendo al contempo processi sostenibili e rispettosi dell’ambiente. Considerata l’elevata deperibilità dei germogli, il progetto sviluppa soluzioni di packaging attivo bio-based e biodegradabile per migliorarne sicurezza e shelf-life. Attraverso un approccio multidisciplinare, FEED integra la riscoperta di specie vegetali con specifico valore nutrizionale con tecnologie avanzate (modelli in vitro e in vivo), includendo la caratterizzazione delle proprietà bioattive, antiossidanti, immunomodulanti e prebiotiche dei germogli.
FEED è un progetto di 36 mesi finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma PRIMA, a sostegno dell’uso sostenibile delle risorse naturali e dello sviluppo dell’area mediterranee.

La canapa (Cannabis sativa L.) è una coltura di grande interesse industriale, alimentare e medico, grazie alla presenza di numerosi metaboliti secondari bioattivi, come cannabinoidi, terpeni e composti fenolici.
Il progetto mira ad aumentare il contenuto e la qualità di questi composti attraverso strategie innovative di elicitazione, ovvero l’uso di molecole in grado di stimolare le risposte di difesa della pianta che portano alla sintesi di composti bioattivi. In particolare, verranno testati elicitori di origine vegetale, batterica e sintetica durante lo sviluppo delle infiorescenze femminili, inclusi specifici derivati sintetici del coronalon.
Il progetto prevede anche l’impiego di nanoparticelle di chitosano come sistema avanzato di rilascio degli elicitori. Parallelamente verranno sviluppate colture in vitro di radici avventizie ed hairy-roots su cui verranno saggiati i nuovi elicitori. Le infiorescenze e i tessuti in vitro saranno caratterizzati dal punto di vista biochimico, metabolico e trascrittomico per comprendere i meccanismi alla base dell’aumento dei metaboliti secondari. I risultati contribuiranno allo sviluppo di strategie sostenibili per il miglioramento del valore funzionale della canapa e apriranno la strada a future applicazioni di genome editing.

