2008: Dottorato di Ricerca in Biologia Vegetale, Università di Milano. Attività di ricerca durante il Dottorato: analisi strutturale e funzionale dei polipeptidi wild-type e mutanti del fattore trascrizionale O2, importante per la trascrizione di alcune proteine di conservazione nei semi di mais.
1998: Laurea in Scienze Biologiche, Università di Milano. Attività di ricerca durante la tesi: analisi di espressione di geni Myb in risposta a strss osmotici, in Arabidopsis thaliana.
2008-Oggi: Responsabile del laboratorio di analisi dedicato agli acidi nucleici e alle proteine con strumentazione specifica per il sequenziamento di DNA, l’analisi di espressione e i polimorfismi. Esperienza in tecnica dell’elettroforesi capillare del DNA applicata in diversi progetti e in servizi di analisi richiesti da varie aziende
2001-Oggi: CTER a tempo indeterminato presso IBBA-CNR, sede di Milano.
1999-2001: Borsa di studio presso l’Istituto per la Cerealicoltura (oggi CREA) – Bergamo. Attività di ricerca: miglioramento genetico, mediante tecniche di biologia molecolare, di piante coltivate come mais, riso e grano, a servizio del “breeding”.

Il progetto FilAgro intende dare risposte concrete alle esigenze emergenti nel settore dell’agricoltura, legate alla sostenibilità delle produzioni; alla salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità; al miglioramento della qualità delle produzioni alimentari in termini di salubrità, sicurezza e caratteristiche nutrizionali; allo sviluppo tecnologico e al trasferimento dei risultati al settore produttivo; alla diffusione delle nuove conoscenze; tutti argomenti ritenuti prioritari nei programmi di EXPO 2015, di Horizon 2020 e negli obiettivi del programma triennale 2013-2015 della DG Agricoltura della Regione Lombardia.

Il progetto si prefigge di identificare polimorfismi esclusivi nelle sequenze del DNA di Citrus × myrtifoliaecotipo Savona (Chinotto di Savona) con particolare attenzione alle sequenze introniche. L’obiettivo è quello di identificare mutazioni puntiformi uniche per l’ecotipo in esame, caratterizzandolo geneticamente da altre ecotipi diffusi sul territorio nazionale, al fine di valorizzarne la produzioni, incentivandone la coltivazione.

Il progetto, che vede il coinvolgimento di diversi dipartimenti dell’Università degli Studi di Milano (DISAA, DIMEVET, VESPA), dei ricercatori del CNR ISPA e CNR IBBA e del Dipartimento DIANA dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, ha come obiettivo primario l’individuazione di pratiche operative che consentano la riduzione dell’uso di antibiotici nell’allevamento delle bovine da latte. Nel corso della ricerca verranno validati protocolli operativi (somministrazione di Aloe arborescens, impiego di batteriocina di Lactococcus lactis subsp. cremoris in pre e post dipping, molecole per inibire Prototheca spp) già testati in via preliminare con risultati positivi intervenendo nell’intero ciclo di lattazione delle bovine.
Il successo del progetto RABoLa consentirà agli allevatori di usufruire di nuove strategie nutraceutiche e alternative all’uso di antibiotici, per potenziare le difese innate degli animali e ridurre l’incidenza e la gravità delle mastiti. La validazione di un efficace protocollo per la messa in asciutta selettiva degli animali porterebbe così all’immediata riduzione dell’impiego preventivo di antibiotici, in linea con quanto richiesto a livello europeo e mondiale.

Il progetto si propone di genotipizzare, attraverso l’uso di marcatori nucleari (TBP) e plastidici, l’intera collezione di minuscole macrofite acquatiche (Lemnaceae) nota come Landolt Duckweed Collection, attualmente curata dal Dr. W. Lammler a Zurigo. Questa collezione storica, la maggiore in Europa, include circa 500 accessioni delle 36 specie note di lenticchie d’acqua, provenienti da cinque continenti. Le accessioni sono state classificate quasi esclusivamente su basi morfologiche, cosa che può causare un elevato numero di misclassificazioni, a causa della semplificata struttura di queste minuscole piante e della somiglianza tra alcune specie.
Da tempo impiegate come bioindicatori e rinomate per la loro capacità di fitorimedio, a causa della loro stupefacente velocità di crescita, sono oggi tra le più promettenti nuove colture, intensamente studiate per la produzione di energia da biomassa e come fonte di proteine nobili per la nutrizione animale e umana, già in via di approvazione come novel food dall’EFSA.
I risultati saranno utili per:

Il progetto si configura come un HUB tecnologico e di ricerca che coinvolge 12 istituti CNR, appartenenti a 4 diversi Dipartimenti, e 4 aziende, i cui obiettivi sono: ottenere prodotti migliorati per le proprietà nutrizionali e funzionali; fornire e implementare tecnologie di precisione per garantire la sicurezza, la tracciabilità e la qualità dei prodotti; sviluppare smart– e active-packaging ecosostenibili e innovativi per minimizzare e recuperare, ove possibile, gli sprechi e aumentare la conservabilità degli alimenti; fornire al consumatore e alle aziende strumenti per la fruibilità dei risultati.



E’ stata realizzata una piattaforma di analisi genetica capace di individuare e quantificare le singole specie vegetali, dichiarate o meno, che sono presenti nelle miscele mangimistiche animali prevalentemente somministrate alle bovine. La piattaforma è stata validate a livello Europeo.


Analisi attraverso il metodo TBP (Tubulin –Based-Polymorphism) di varietà di frumento duro e di varie specie di frumento per la loro identificazione genetica. Produzione di un pannello di sonde moelcolari per il riconoscimento delle principali specie di frumento in prodotti alimentari.

Il progetto si prefigge di identificare profili genetici unici e distintivi per diverse varietà di nocciolo attraverso il metodo TBP. La creazione di una banca dati capace di raccogliere i profili di genetici di diverse varietà di nocciolo coltivate sul territorio italiano ed europeo garantirà, attraverso la sua consultazione, la tutela delle produzioni, dei prodotti derivati e dell’intera filiera corilicola.

